L’addio di Buffon: ultima in bianconero

E’ sempre triste un addio, specie se è quello di una bandiera per il calcio italiano e per Juventus, come Gigi Buffon. A rendere più malinconica l’atmosfera è che l’ormai ex portiere della Nazionale, non appenderà i guanti ad un chiodo. Infatti, sembra essere tutto pronto per il suo trasferimento, a 40 anni, al PSG. “Affido la Juventus in ottime mani”, dice riferendosi a Chiellini e probabilmente così sarà, ma è difficile pensare ai bianconeri senza accostarli più a Buffon. Oggi lo Stadium sembrava avesse dimenticato la festa Scudetto e Coppa Italia in programa: tutti avevano voce ed occhi solo per lui. Bellissima la coreografia organizzata dai tifosi bianconeri, come altrettanto bello il clima. Gigi uomo, che dimentica di essere un calciatore, si immedesima perfettamente con i tifosi, rispondendo ad ogni loro coro.

Ha voluto lasciare quest’immagine di sè, sorridente, allegro, giocherellone. Ha provato a trattenere fin troppo le lacrime e nascondere la marea di emozioni che lo scuoteva dentro. E’ il momento del cambio che sancisce la fine, nessuno vuole crederci: non una parola se non un fiume di applausi. Esce dal campo, ovazione dello stadio, festeggiamenti dei compagni: lui però si rifugia nello spogliatoio. Uscirà qualche minuto dopo, andando a festeggiare e salutare la SUA curva, che lo ha supportato e incitato per 17 anni. Ha cercato di andarsene senza fare troppo rumore, quasi in punta di piedi, provando a far celebrare anche gli altri che avrebbero lasciato la Juventus dopo questa partita, ma soprattutto di commemorare l’impresa dei 7 scudetti. Di lì in poi i festeggiamenti: forse però oggi non c’è nulla da festeggiare, Gigi ha lasciato la Juve, Gigi ha lasciato il calcio, italiano.

Marco Di Nicola

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